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L’Ischia Film Festival ha regalato una serata di premiazione elegante ed emozionante, tra confronto internazionale e immagini indelebili

La XXIV edizione dell’Ischia Film Festival si è chiusa ieri sera, confermando la propria vocazione più autentica: fare dei luoghi non solo uno sfondo, ma un motore narrativo, un campo di tensione civile e poetica, un dispositivo capace di leggere il presente attraverso il cinema. Per otto giorni il Castello Aragonese ha accolto autori, pubblico e professionisti in un dialogo continuo tra storie, territori e visioni, restituendo al festival una dimensione internazionale e insieme profondamente radicata nella sua identità.

La serata conclusiva, condotta da Aurora Cecchi, ha segnato anche il riconoscimento ufficiale ai film e ai protagonisti che hanno attraversato questa edizione con maggiore forza espressiva, in un programma che ha intrecciato paesaggi, memorie, conflitti, desideri di futuro e nuove geografie dello sguardo. Sono intervenuti Giuseppe Carrieri, Giuseppe Borrone, Antonio Capellupo per le rispettive sezioni di cui hanno curato la selezione, insieme ai membri della giuria e all’interprete Lidia Leonardi.

Il direttore Michelangelo Messina ha ringraziato tutto il team che da anni lavora al festival come una grande famiglia, mostrando al folto pubblico un video-racconto realizzato dalla squadra operativa di Domenico Ruggiero, che ha raccolto i momenti salienti della ventiquattresima edizione. Suggestivi gli intermezzi di musica dal vivo di Luca Mozzillo e Ivano Pagliuso che hanno accompagnato i momenti di premiazione.

Tra i momenti più attesi della serata conclusiva c’è stata la consegna dell’Ischia Film Award Donne nel Cinema a Barbora Bobulova, interprete tra le più rigorose e riconoscibili del cinema italiano ed europeo, capace di attraversare cinema, teatro e televisione con uno stile fondato su misura, intensità e ricerca. Il premio celebra un percorso artistico costruito su scelte autoriali, personaggi complessi e una relazione costante con il tema del luogo come elemento narrativo e umano.

Nel corso della serata, a Piazza d’Armi, Bobulova ha dialogato con Gianni Canova, presidente onorario dell’Ischia Film Festival. Affascinante ed elegante, Barbora Bobulova ha raccontato: “È la mia prima volta a Ischia e sono davvero felice di essere qui, in un luogo di straordinaria bellezza e fascino come quello che ospita questo festival. Il monastero e la stanza in cui alloggio, un tempo abitata dalle monache, creano un’atmosfera sospesa, quasi intima, che rende questa esperienza ancora più intensa e speciale. Ricevere questo premio mi emoziona profondamente. Sapere che è stato assegnato, prima di me, a personalità di grandissimo calibro lo rende ancora più significativo: è un riconoscimento importante, che vivo con gratitudine. Nel nostro lavoro, fatto anche di insicurezze, premi come questo rappresentano un incoraggiamento prezioso, qualcosa che fa bene all’anima e che ti ricorda perché vale la pena continuare. Nel mio percorso tra cinema, teatro e televisione ho sempre sentito quanto il luogo sia fondamentale nel racconto. Può diventare un vero e proprio partner di scena, capace di rafforzare la storia e darle un significato più profondo. Credo che alcune storie possano esistere solo in determinati luoghi, perché è proprio il contesto a renderle autentiche e necessarie.”

Per i lungometraggi, l’Ischia Film Award per il miglior film è andato a Sanding Dreams di Anton Mamykin. Il Premio Castello Aragonese per la regia è stato assegnato a Morad Mostafa per Aisha Can’t Fly Away, mentre il Premio Epomeo per la fotografia è andato a Lo spirito delle stagioni di Alessandro Cattaneo.

Cattaneo ha affermato: “Sono molto emozionato, ma anche molto contento di essere qui. L’immagine in questa opera è stata volutamente pensata per essere molto comunicativa; dunque, sono davvero onorato di questo premio.”

Il Premio Aenaria per la scenografia è stato attribuito a Marek Špitálský per Wirbel di Tomáš Hubáček. Una menzione speciale è stata assegnata a Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino. Per la sezione Location Negata, il premio al miglior lungometraggio è andato a Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women di Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay, mentre la menzione speciale è stata attribuita a The Mission del Gaza Collective. Per i cortometraggi della stessa sezione, il premio è andato a Sunday di Giulio Tonincelli, con menzione speciale a The Faster di Luigi Timpano e Federico Brullo.

Nella sezione cortometraggi, il premio per il miglior film è stato assegnato a Rise di Jessica J. Rowlands.

Jessica J. Rowlands, nel salutare la giuria e i giornalisti, ha affermato: “È un festival davvero incredibile: c’è una grande attenzione nei confronti dei filmmaker, che vengono messi nelle condizioni di sentirsi visti e di far sentire la propria voce. Qui il cinema indipendente viene valorizzato per quello che è davvero: tanto lavoro, magia e persone che creano per ragioni profonde e autentiche. Sono davvero felice che esista un festival come questo, capace di dare spazio a storie significative. Grazie mille.”

La menzione speciale è andata a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini.

Settembrini ha raccontato: “Il film nasce non per descrivere una situazione in modo realistico, ma per trasformarla in un’esperienza visiva e sensoriale. Abbiamo sempre pensato a un film non in bianco e nero ma in nero e in bianco, in cui dal buio emergono corpi, storie e umanità che continuano a lottare. Essere qui a Ischia è per me una gioia e un onore: è la prima volta che partecipo al festival e far parte di una selezione di opere di grande valore è un’esperienza davvero preziosa.”

Il Premio Italy for Movies per la Migliore Produzione Esecutiva Italiana è andato a Enrico Ballarin, fondatore di Mestiere Cinema, per il lavoro svolto nella produzione esecutiva italiana di Il diavolo veste Prada 2. Il Premio del pubblico per la sezione Best of è stato consegnato a Il Dio dell’Amore di Francesco Lagi.

Con la serata finale si è chiusa un’edizione che conferma l’Ischia Film Festival come osservatorio privilegiato sul cinema contemporaneo e sulla sua capacità di raccontare il mondo da angolazioni lontane dai riflettori. Guerre, migrazioni, paesaggi minacciati, memorie e desideri di futuro attraversano le opere selezionate, componendo un racconto corale che riafferma la centralità dei luoghi come chiave di lettura delle identità. Il festival ribadisce così la propria missione, in vista della venticinquesima edizione: trasformare il paesaggio in pensiero, la geografia in racconto, il cinema in uno strumento di comprensione del presente.

Ischia Film Festival è realizzato con il patrocinio del Parlamento Europeo ed è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca.