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Ischia Film Festival, anteprime e nuovi scenari del cinema per il concorso dei Lungometraggi

Si riparte con la ventunesima edizione che si terrà dal 24 giugno al 1 Luglio nel Castello Aragonese di Ischia

2 ischia film festival il concorso dei lungometraggi[Ischia, 16 giugno 2022] La 21a edizione dell’Ischia Film Festival (www.ischiafilmfestival.it) porta con sé una scia di nuovo cinema da ogni angolo del mondo e con i suoi sette Lungometraggi in competizione annuncia anche una voglia di sperimentazione e ricerca di sguardi, che si allinea alle grandi rassegne internazionali della settima arte. Dal 24 giugno al 1 Luglio 2023, nella consueta cornice del Castello Aragonese, e sempre con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MIC, della Regione Campania e della Film Commission Regione Campania, ancora una volta sarà celebrato il cinema dei paesaggi e delle location, con una definizione estetica ormai sempre più universalmente consolidata.

“Fare cinema vuol dire esplorare. Ed esplorare vuol dire far incontrare lo sguardo ai luoghi” dichiara il direttore artistico Michelangelo Messina. “Qui all’Ischia Film Festival, da ormai oltre 20 anni, non smettiamo di inseguire questo binomio per far emergere nuovi autori e nuove autrici, ma anche per festeggiare l’indispensabilità dell’andare oltre. In un’isola come Ischia, come in tutte le isole, il cinema serve proprio a questo: a navigare oltre. La rosa dei 7 Lungometraggi conferma questa necessità e lo fa con delle proposte inedite e raffinate. Molti dei titoli che si vedranno sono anteprime, non solo nazionali, ma anche continentali”. I 7 film selezionati, come sempre, raccontano provenienze e origini molto diverse tra loro e giungono da Messico, Kazakistan, Cina, Croazia, Francia, Perù e ovviamente dall’Italia. Il grande filo conduttore di quest’anno è il tema del viaggio e della ricerca, ma anche il sempre complesso confronto con i propri percorsi familiari.

E’ un’anteprima assoluta l’opera messicana El canto de las moscas di Ricardo Soto che, con maestria cinematografica e raffinatezza fotografica, compone il quadro drammatico dell’attesa di due sorelle in una vigilia rivoluzionaria che sembra non consumarsi mai.

Anteprime europee, invece, sono La era olvidada di Cesar Miranda, film epico peruviano che mischia leggende e scenari della realtà per un sorprendente racconto sul senso delle origini, e How, dalla Cina, firmato da Teng Liu, che ci proietta in una ribalta intimista dove famiglia e destino sono fili che si intrecciano tra dolore e bisogno.

Anteprima assoluta italiana è Tragovi, opera della regista croata Dubravka Turić, che mescola generi e stili per un racconto di indagine che va oltre il tema di una risoluzione, ma che parla dell’anima di ciascuno di noi e del nostro passato.

Ci sono le anteprime campane del kazako Mountain Onion, opera eccentrica e visionaria di Eldar Shibanov, che trasforma il genere del “film-on-the-road” in una sorta di favola moderna sulla virilità e sulla paternità, e l’italiano Montanario di Eleonora Mastropietro che, invece, ci conduce attraverso una proiezione verticale tra altezze ignote di vette mai incrociate così da vicino.

Infine, il film francese di François Manceaux Encontro che ci trascina dentro un’opera di mistero e ombre, nella quale l’arte del cinema diventa – in modo metaforico e non solo – tecnica di svelamento delle relazioni umane.

 

 

 

 

 

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