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I vincitori

Lungometraggi


Miglior film

Sanding dreams

Per la sua rappresentazione poetica del lutto, della perdita e dell'amore all'interno di una famiglia, e per aver mostrato che la vera crescita non richiede l'abbandono dei propri sogni, ma la loro evoluzione in qualcosa di nuovo. Con una visione straordinariamente poetica e una sincerità emotiva, il film rivela che il viaggio più grande è spesso quello che ci riporta a casa.

Anton Mamyikin


Miglior Regia a Morad Mostafa  per:

Aisha can't fly away

In un mondo in cui la speranza sembra rara e la sopravvivenza è una battaglia quotidiana e in cui la solidarietà femminile costituisce l'unico rifugio, questo esordio alla regia ritrae il coraggioso percorso di una donna verso la libertà dall'oppressione e dall'ingiustizia nella dura malavita del Cairo.

Morad Mostafa


Miglior Fotografia a Alessandro Cattaneo per:

Lo spirito delle stagioni

Per la sua capacità di rappresentare la texture emotiva unica di ciascuna stagione, e soprattutto quel momento delicato in cui una stagione sfuma e si rinnova nella successiva. Attraverso uno sguardo sensibile, evoca sentimenti e stati d'animo che risuonano in modo universale.

Alessandro Cattaneo


Miglior Scenografia a Marek Špitálský per:

Wirbel

Attraverso immagini evocative e simboli sapientemente costruiti, questo film rivela il potere della natura e la sua capacità di rispecchiare il potenziale più profondo che è in noi. Ci ricorda che affrontare le ferite ancora aperte della storia è tanto necessario quanto inevitabile, affinché non tornino come fantasmi a condizionare il presente.

Tomáš Hubácek


Menzione speciale

Kickoff

Una storia intelligente e inattesa che celebra la resilienza, la creatività e l'intraprendenza di un gruppo di donne che vivono in una parte remota del mondo. Come un caleidoscopio, il film rivela la loro capacità di prendersi cura della famiglia, della comunità e della vita quotidiana, traendo forza e sicurezza da uno sport tradizionalmente considerato maschile, che abbracciano con passione e determinazione.

Roser Corella e Stefano Obino


Premio del pubblico

Il dio dell'amore

Francesco Lagi

Location Negata


Miglior Lungometraggio

Mundurukuyü - The forest of the fish women

Per la capacità di intrecciare documentario, memoria e visione, restituendo il dialogo profondo tra una comunità e la sua terra. Una regia insieme classica e contemporanea accompagna passato, presente e futuro, facendo del paesaggio un corpo vivo e condiviso da chi lo abita.

Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay


Menzione Speciale

The Mission

Per uno sguardo ravvicinato, rigoroso e profondamente umano su una realtà che continua a interrogare il mondo. Grazie a una messa in scena essenziale e a un montaggio di grande precisione, il film sottrae una materia dolorosa al rischio della retorica e trasforma l’urgenza della cronaca in un’esperienza di forte impatto visivo e morale.

Gaza Collective


Miglior Cortometraggio

Sunday

Per la delicatezza con cui, partendo da un gesto e da una presenza singolare, il film apre uno sguardo su un territorio e sulle sue fragilità. La regia e la fotografia costruiscono un racconto intimo e concreto, capace di far emergere senza enfasi la forza silenziosa della sua protagonista e del mondo che le sta intorno.

Giulio Tonincelli


Menzione Speciale

Il digiunatore

Per il ritratto di un paesaggio urbano e della comunità che ne abita strade, riti e consuetudini, osservati attraverso lo sguardo di un protagonista segnato dal lutto. Un’opera che trasforma l’assenza di un padre in una sinfonia visiva di luoghi in disfacimento, specchio di sradicamento e ricerca d’identità.

Luigi Timpano e Federico Brullo

Cortometraggi


Miglior Cortometraggio

Rise

Per la forza e la resilienza di un ragazzino e del suo sogno, in una regia forte, coraggiosa, dinamica e reale. Il legame tra un bambino e un uomo è il fulcro del racconto, tra paesaggi meravigliosi e una musica che restituisce le emozioni del ragazzo. Un film che insegna a costruirsi, creare legami e amare nonostante tutto: «Se vivi nella paura, non puoi sognare».

Jessica J. Rowlands

Menzione Speciale

Sueña ahora

Per il piccolo miracolo coraggioso che danza tra uno sguardo rispettoso, non “a tema”, sulla realtà cubana e la poesia naturale che ne scaturisce. Luce e musica emergono con la forza commovente di un prezioso bianco e nero, scommessa vinta su restrizioni economiche, punizioni politiche e follia dei tempi. A ricordarci che la fotografia è “scrittura di luce”.

Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini