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Bernardo Bertolucci

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BERNARDO BERTOLUCCI , L’UOMO CHE AMAVA IL CINEMA

A cura di Antonio Maraldi

A commento di una mostra fotografica a lui dedicata, realizzata a Parma ad inizio secolo, Bernardo Bertolucci scriveva: “ Percorrendo [questo itinerario] mi pare di entrare in uno stato di semi sonnambulismo. E credo anche di intuire il perché. Queste foto non rappresentano i miei film, ma l’inconscio dei miei film. Che è lo specchio del mio.” (Bertolucci Images, Maria Pacini Fazzi Editore 2001). La fotografia quindi segnata da una doppia valenza, chiamata a documentare il concreto del set e a farsi simbolo del recondito del racconto. Ma non solo, perché come si può verificare direttamente in questo omaggio fotografico che va da La commare secca (1962), esordio che nasce in ambito pasoliniano (e del suo rapporto con Pasolini sono inserite anche due foto, una legata a una presentazione letteraria e l’altra alla frequentazione del set de La ricotta) a Io ballo da sola (1996). Questa galleria rende infatti evidenti alcune delle caratteristiche del cinema bertolucciano, come il forte legame con l’Emilia, terra natia, l’amore per il cinema (Bertolucci è uno dei pochi autori segnato da un cinefilia sincera) e il suo senso dello spettacolo e della messa in scena. Diverse delle immagini sono firmate da Angelo Novi, uno dei grandi fotografi di scena del cinema italiano del trentennio ’60-’90, e suo collaboratore di fiducia, ma non mancano altre importanti presenze. Per quanto è stato possibile, si è cercato in questa esposizione di scegliere immagini  - provenienti dagli archivi fotografici del Centro Cinema Città di Cesena -di un Bertolucci al lavoro sul set, in grado di restituire la sua autorevolezza e la sua passione. 

La mostra è stata allestita presso il Carcere Borbonico del Castello Aragonese. 

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Addio "Ultimo imperatore"

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Addio "Ultimo Imperatore".

Gli avevo reso omaggio la settimana scorsa, in occasione del mio viaggio in Cina, visitando “la città proibita”, dove ebbe l’onore di entrare per la prima volta con una troupe televisiva per girare il suo “Ultimo Imperatore”, uno dei suoi grandi capolavori. Bernardo Bertolucci ci ha lasciato.

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Tutte le opere in selezione all'IFF 2019

SEZIONE - BEST OF

Arrivederci Saigon (Italia, 2018) di Wilma Labate
Bentornato Presidente (Italia, 2019) di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi
C'è tempo (Italia, 2019) di Walter Veltroni
Copperman (Italia, 2019) di Eros Puglielli
Domani è un altro giorno (Italia, 2019) di Simone Spada
Drive me home (Italia, 2018) di Simone Catania
Lazzaro Felice (Italia, Svizzera, Francia e Germania, 2018) di Alice Rohrwacher
Ma cosa ci dice il cervello (Italia, 2019) di Riccardo Milani
Modalità Aereo (Italia, 2019) di Fausto Brizzi
Moschettieri del re – La penultima missione (Italia, 2018) di Giovanni Veronesi
Non ci resta che il crimine (Italia, 2019) di Massimiliano Bruno
La paranza dei bambini (Italia, 2019) di Claudio Giovannesi
Ride (Italia, 2018) di Valerio Mastandrea
Sembra mio figlio (Italia, 2018) di Costanza Quatriglio
Sulla mia pelle (Italia, 2018) di Alessio Cremonini
L’uomo che comprò la luna (Italia, 2019) di Paolo Zucca
Il viaggio di Yao (Francia e Senegal, 2018) di Philippe Godeau
Il vizio della speranza (Italia, 2018) di Edoardo De Angelis

 

RISCOPERTE: ALLA RICERCA DI UN ALTRO CINEMA ITALIANO

Estate violenta (Francia e Italia, 1959) di Valerio Zurlini
Io la conoscevo bene (Italia, 1965) di Antonio Pietrangeli
Italiani brava gente (Italia, 1964) di Giuseppe De Santis

 

CONCORSO:  Lungometraggi

Allahu Akbar (Stati Uniti, 2019 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Farhat Qazi
Ángela (Colombia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Agamenon Quintero
Il bene mio (Italia, 2018) di Pippo Mezzapesa
Celeste (Australia, 2018) di Ben Hackworth
Club de jazz (Cuba, 2018) di Esteban Insausti
Coureur (Belgio e Italia, 2019) di Kenneth Mercken
Cronofobia (Svizzera, 2018) di Francesco Rizzi
Fiore Gemello (Italia, 2018) di Laura Luchetti
In viaggio con Adele (Italia, 2018) di Alessandro Capitani
Kazantakis (Grecia, 2017 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Yannis Smaragdis
Major Arcana (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Josh Melrod
Rudy Valentino (Italia, 2018) di Nico Cirasola

 

CONCORSO: Documentari

Burkinabè Bounty: Agroecology in Burkina Faso (Burkina Faso, 2019) di Iara Lee
El cuarto reino (Stati Uniti, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Alex Lora Cercos
A Donkey called Geronimo (Germania, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Arjun Talwar
A family in the Sinkhole (Cina, 2017 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Zubiao Yao
Kobarid (Italia, 2019) di Christian Carmosino Mereu
Life is but a dream (Italia, 2018) di Margherita Pescetti
Lost reactor (Germania, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Alexandra Westmeier
La nostra pietra (Germania e Italia, 2018) di Alessandro Soetje
Sa femina accabadora, la dama della buona morte (Italia, 2018) di Fabrizio Galatea
So sempe chille (Italia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Romano Montesarchio
Storia dal qui  (Italia, 2018) di Eleonora Mastropietro
Stupor Mundi (Italia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Gian Luca Bianco
Summa (Polonia, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Andrei Kutsila
Tara’s footprint (Argentina, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Georgina Barreiro

 

CONCORSO: Cortometraggi

Le avventure di Mr. Food e Mrs. Wine (Italia, 2018) di Antonio Silvestre
Bosa (Spagna, 2019) di Aitana Serrallet
Cold fish (Australia, 2018) di David Hay
The day of duty (Iran, 2018) di Ali Farahani
Difficult people (Stati Uniti, 2018) di Sohil Vaidya
Maelstrom (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Juhee Jane So
Man stands still (Austria, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di David Lindinger
Matchstick Willie (Stati Uniti, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di D. R. Garrett
Il mondiale in piazza (italia, 2018) di Vito Palmieri
L’ora di porto (Italia, 2018) di Dario Di Viesto
Rear view mirror (Australia, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di jonathan Terence may
Slaughter (Iran, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Saman Hosseinpuor
Storia triste di un pugile scemo (Italia, 2018) di Paolo Strippoli
Vivi la vita (Italia, 2019) di Valerio Manisi e Giovanni Siliberto

 

CONCORSO: Location Negata

Aleppo: The silence of the war (Iran, 2019) di Amir Osanlou
Anything for the ones we love (Canada, 2019) di Louise Marie Beauchamp
California (Portogallo, 2018) di Nuno Baltazar
Children of spring  (Germania, 2019) di Dusan Solomun
Footstep (Turchia, 2018) di Haydar Demirtas
Frontiera (Italia, 2018) di Alessandro Di Gregorio
Mama (Spagna, 2018) di Eduardo Vieitez
Rwanda (Italia, 2018) di Riccardo Salvetti
Selfie (Italia, 2019) di Agostino Ferrente
Silence (Iran, 2018 – ANTEPRIMA EUROPEA) di Mahdi Borjan
Il sorriso del gatto (Italia, 2019) di Mario Brenta e Karine de Villers
Strange fish (Italia, 2018) di Giulia Bertoluzzi
The unsung (Bangladesh, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Md Ashraful Alam

 

CONCORSO: Scenari Campani

Cafèsigaret (Italia, 2019) di Agostino Devastato
Così in terra (Italia, 2018) di Pier Lorenzo Pisano
Il diario di Carmela (Italia, 2018) Vincenzo Caiazzo
Dinosauri (Italia, ANTEPRIMA MONDIALE) di Carlo Guitto
Flavioh – Tributo a Flavio Bucci (Italia, 2018) di Riccardo Zinna
Un giorno all’improvviso (Italia, 2018) di Ciro D’Emilio
La gita (Italia, 2018) di Salvatore Allocca
In her shoes (Italia, 2019) di Maria Iovine
Ogni nave ha bisogno di un porto (Italia, 2019 – ANTEPRIMA MONDIALE) di Aldo Zappalà
O’ p’ nneon (Italia, 2018) di Mauro Di Rosa
Quelle brutte cose (Italia, 2018) di Loris Giuseppe Nese
Il toro del Pallonetto – La vera storia di Joe Esposito (Italia, 2018) di Luigi Barletta

PROIEZIONI SPECIALI

La banda Grossi (Italia, 2018) di Claudio Ripalti
Goodbye Marilyn (Italia, 2018) di Maria Di Razza
Una tradizione di famiglia (Italia, 2019) di Giuseppe Cardaci
Ultimo tango a Parigi (Italia e Francia, 1972) di Bernardo Bertolucci

 

GEMELLAGGIO CON POLA FILM FESTIVAL - Omaggio al cinema croato

Comic Sans (Croazia, 2019 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Nevio Marasović
In the name of Strawberry, the Chocolate and the Holy spirit (Croazia, 2018) di Karla Lulić
Safe flight (Croazia, 2018 – ANTEPRIMA ITALIANA) di Aldo Tardozzi

  

7607 "Short film out of competition" 

11 (Italia, 2019) di Piergiorgio Martena
In the bear (Italia, 2018) di Lilian Sassanelli
Non è una bufala (Italia, 2018) di Niccolò Gentili e Ignacio Paurici
Partenze (Italia, 2018) di Nicolas Morganti Patrignani
Si è sempre fatto così (Italia, 2018) di Alberto Basalluzzo
Il viaggio di Sarah (Italia, 2018) di Antonio Losito


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Vince Cuba, ma anche il cinema italiano

Si chiude la diciassettesima edizione con uno splendido palmares, a coronamento di una settimana all'insegna del grande cinema e dell'impegno civile

13521867 10154358301299479 6564849648782553388 nGli otto giorni (più uno, vista la preapertura dedicata con una mostra in onore di Bernardo Bertolucci) dell’Ischia Film Festival 2019 si chiudono con la vittoria di uno dei gioielli di questa diciasettesima edizione: Club de Jazz, una sorta di Cuaròn musicale che ha affascinato giuria e pubblico, quel successo e quel riconoscimento che inspiegabilmente i festival principali, da Cannes a Berlino, non gli avevano tributato, ignorandolo. Esteban Insausti si annuncia come un futuro maestro e - che incanti il pubblico con la sua fotografia mozzafiato partendo da Ischia “ci rende orgogliosi” - ha dichiarato il direttore del festival Michelangelo Messina. Frutto del lavoro di ricerca dell’IFF, la location di quel club ha regalato a tutti emozioni uniche. Grandi soddisfazioni anche per il cinema italiano che ottiene il premio alla miglior scenografia per Michele Modaferri, per Il bene mio di Pippo Mezzapesa e quello al miglior attore, consegnato da Artisti 7607, a Vinicio Marchioni per Cronofobia di Francesco Rizzi. Radha Mitchell, dopo il premio alla carriera Diva e Donna, mette tutti d’accordo con la sua eroina classica e moderna in Celeste: abbagliante per talento e bellezza, ha sedotto gli spettatori e i giurati e ha raccolto il trofeo per la migliore interpretazione femminile. A Josh Melrod va la miglior regia per il sorprendente Major Arcana, esponente del miglior indie statunitense, mentre Kazantzakis di Yannis Smaragdis si porta via la miglior fotografia.

Degna di nota è la vittoria, tra i documentari, di A family in a sinkhole, che racconta la sopravvivenza di una famiglia affondata, letteralmente, nel cratere dell'ultima rivoluzione industriale cinese che non si fa problemi a cambiare radicalmente la fisionomia delle location, una riflessione fondamentale per un festival che di queste ultime fa il proprio centro narrativo e di analisi.

Estremamente impegnato, quasi militante, anche il palmares della Location Negata, da sempre attenta alle periferie del mondo e ai diritti violati: la menzione speciale per l'opera muta e straziante Aleppo: the silence of the war parla da sola, ma il premio principale lo vince Selfie di Agostino Ferrente, (auto)ritratto di due giovani del Rione Traiano che smentiscono con determinazione e tenerezza gli stereotipi sulla loro generazione e su chi abita nei quartieri più malfamati di Napoli, location negate a pochi passi da noi.

Tra i corti vince il premio offerto da Mini Italia, che al festival ha presentato il bellissimo e applauditissimo Una tradizione di famiglia, nuova tappa del Mini Film Lab, Cold Fish mentre la menzione va a Man Stand Still, due riflessioni originali e provocatorie, personali e individuali sulla vita e su ciò che da essa ci aspettiamo.

Scenari Campani, la più giovane delle competizioni dell'IFF, vede il trionfo di Ciro D'Emilio con Un giorno all'improvviso, opera interpretata da una straordinaria Anna Foglietta che disegna la quotidianità di una madre e di un figlio tra delusioni, illusioni, frustrazioni e speranze di chi spesso sopravvive anche grazie ai sogni irraggiungibili, mentre due menzioni vanno al gustoso 'O p'nneon e Così in terra, di Mauro Di Rosa e Pier Lorenzo Pisano, premiati dalla giuria più cliccata del festival, i Casa Surace.

L'edizione numero 17, insomma, ha portato fortuna. Soprattutto al cinema italiano.

Concorso Lungometraggi

Giuria: Sanya Borisova, Luca Bellino, Peppino Mazzotta

Miglior Scenografia | Il bene mio di Pippo Mezzapesa

Miglior Fotografia | Kazantzakis di Yannis Smaragdis

Miglior Attore | Vinicio Marchioni per Cronofobia

Miglior Attrice | Radha Mitchell per Celeste

Miglior Regia | Josh Melrod per Major Arcana

Miglior Film | Club de jazz di Esteban Insausti

Motivazione: Per la capacità rara di coniugare emozione e riflessione in un prezioso equilibrio tra estetica e narrazione. La musica diventa il bisturi capace di sezionare i corpi e i destini dei singoli elevandoli a metafora universale.

Concorso Documentari

Giuria: Silvia Luzi, Corrado Fortuna, Stefano Russo

Miglior Documentario | A family in the sinkhole di Zubiao Yao

Motivazione: Per la scelta coraggiosa di tuffarsi in un sinkhole, e di trascinarci in questo cratere sprofondato che pullula di vita. Zubiao Yao racconta con poesia e ironia il senso di appartenenza e la necessità di una rivoluzione, e quella lotta per la sopravvivenza che riguarda tutti noi.

Concorso Cortometraggi

Giuria: Claudio Cervera, Davide Laezza, Chiara Pilato, Ester Scotti, Giulia Scotti, Piero Barbieri e i ragazzi del Forum Giovani Ischia

Menzione speciale | Man Stands Still di David Lindinger

Motivazione: Per un uso insolito, ma molto originale e apprezzabile della luce, che diventa, all’interno di questa deliziosa storia, uno strumento scenico che funge anche da elemento narrativo, la giuria giovani ha deciso di premiare con una menzione speciale la fotografia del cortometraggio Man stands still

Miglior Cortometraggio | Cold fish di David Hay

Motivazione: Grazie a una regia sapiente, a una recitazione impeccabile, una fotografia perfetta, ma soprattutto grazie a un uso dell’ambiente circostante che lo rende a tutti gli effetti un protagonista della storia, la giuria giovani con voto unanime conferisce il premio come miglior cortometraggio a Cold Fish

Concorso Location Negata

Giuria: Pietro Macello, Laura Aimone, Giorgio Gosetti

Menzione speciale | Aleppo: The silence of the war di Amir Osanlou

Motivazione: La giuria assegna anche una menzione speciale al film Aleppo: the silence of the war di Amir Osanlou per aver ritratto una location negata nel modo più convincente e poetico, evitando accuratamente forme retoriche o scandalistiche. Si tratta di un film che coglie declinazioni diverse di mancanze, frammenti di cose ed esistenze rubati alla vita e alla morte.

Miglior film | Selfie di Agostino Ferrente

Motivazione: La giuria decide di assegnare il premio come miglior film a Selfie di Agostino Ferrente, per la rara capacità del regista di utilizzare la naturalezza del documentario per dar vita a costruzioni narrative complesse. Forte di un montaggio impeccabile, il film offre uno spaccato immersivo di una realtà di quartiere difficilmente accessibile dall’esterno. Molto ben equilibrato, riesce al contempo ad essere ironico e a sferrare pugni che colpiscono dritti allo stomaco.

Concorso Scenari Campani

Giuria: I ragazzi di Casa Surace

Menzione Speciale | 'O p'nneon di Mauro Di Rosa

Motivazione: Dedicato a tutti coloro che con sacrificio, passione e dedizione cercano di portare avanti le tradizioni dei propri paesi convinti che si possa costruire un futuro più solido solo riscoprendo la forza delle proprie radici come i due protagonisti del 'O p'nneon.

Menzione Speciale |Così in terra di Pier Lorenzo Pisano

Motivazione: Per la capacità di raccontare con estrema leggerezza gli effetti distruttivi di una calamità naturale che hanno lasciato macerie non solo nei luoghi ma anche nell'animo umano. Ci è sembrato giusto incoraggiare quest'opera che racconta, in poche immagini, il messaggio che casa Surace cerca di portare avanti. Partire dai piccoli paesi di tutta Italia per costruire un'identità collettiva attraverso una nuova prospettiva che guarda uno stivale non più in verticale ma in orizzontale.

Miglior Film | Un giorno all’improvviso di Ciro D’Emilio

Motivazione: Per come illustra con assoluta lucidità e profondità il contesto di una periferia disagiata nella quale si consuma il dramma di una madre e soprattutto di un figlio che, nonostante l’indifferenza e la superficialità del contesto sociale in cui vivono, tenta di emergere attraverso i valori della famiglia e del lavoro. Per noi che cerchiamo di promuovere tutta la bellezza del nostro territorio abbiamo scelto di premiare uno scenario degradato e su cui c’è ancora tanto da fare ma che contiene in sé quella grazia che restituisce la speranza di rinascita.

Premio del pubblico

Nella sezione “Best Of” L’uomo che comprò la luna di Paolo Zucca

La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 29 giugno al 6 luglio 2019, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema, della Regione Campania, del Comune d’Ischia, e con il sostegno di Campari, BPER Banca, Artisti 7607, Regione Marche e Mini.

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Alessandro Borghi:"Voglio fare un film su Giulio Regeni

L'attore premiato con l'Ischia Film Award ha incantato il pubblico del Castello Aragonese, in una serata straordinaria per il festival

21 Alessandro BorghiUltima serata dell'Ischia Film Festival 2019 prima della cerimonia di premiazione, ed è stata una quasi chiusura davvero straordinaria, grazie a un cartellone di assoluta eccellenza che ha visto in una sola sera al Castello Aragonese quanto di meglio il cinema italiano ha prodotto negli ultimi mesi. A partire da Sulla mia pelle, il film di Alessio Cremonini che racconta la tragica storia di Stefano Cucchi, interpretato da Alessandro Borghi, vincitore dell'Ischia Film Award di quest'anno. L'attore romano ha incontrato il pubblico per presentare quello che è stato uno dei film più importanti della stagione cinematografica, e il suo intervento ha commosso ed entusiasmato la platea, sin dalla prima frase: “Grazie per essere qui, perché Il tempo dedicato al cinema è sempre tempo ben speso”.

Dopo quest’esordio, Borghi ha affrontato la genesi dello Stefano Cucchi cinematografico, a partire dalla difficoltà del ruolo: “Naturalmente è stato difficile, e l'ho preparato nel momento professionale più intenso della mia vita. Quando ho iniziato a dimagrire per entrare nel ruolo di Stefano stavo girando Il primo re, e continuavo a pensare come avrei dovuto affrontare il ruolo e il film. Poi a un certo punto ho smesso e tutto è venuto fuori. Credo che Sulla mia pelle sia un film bellissimo, mi ha cambiato la vita e la percezione di questo mestiere, ed è arrivato nel momento in cui mi sentivo maturo per affrontare questa storia, anche per la sua responsabilità sociale. Dopo è successo di tutto, dalle proiezioni clandestine al processo, ma ho visto persone sedersi vicine per condividere un pensiero, anche se le opinioni erano divergenti. Perché per essere umani bisogna solo essere messi al mondo, il giudizio sulle persone porta solo cose negative.”

Parole bellissime da parte di un attore che ha bisogno di sfide continue, affrontate sempre con il dovuto rispetto. “La paura in questo mestiere ha un ruolo fondamentale, perché mi fa esigere un certo grado preparazione e me lo fa superare, senza accontentarmi e arrivando sempre al massimo delle mie possibilità. In questo modo affronto ogni ruolo sereno”. Ruoli che Alessandro Borghi sceglie con un criterio preciso. “Nella testa di ogni attore si innesca un meccanismo di autodifesa. Il mio è quello di avere deciso di fare solo cose che ritengo belle per me. Da qui arrivano Stefano Cucchi, Il più grande sogno, Fortunata. E arrivano tutti dalla prima lettura della sceneggiatura, dalla prima impressione che ho del personaggio che sarà identico a come lo porterò sul set. Faccio questo mestiere da tredici anni e per dieci ho fatto televisione brutta, che è poi la maggior parte della televisione italiana. Ma è stata una palestra, oggi sono in forma perfetta per fare solo cose belle. Non faccio mai cose studiate a tavolino. Mi chiedono spesso perché non faccio commedie. Quando troverò una commedia che mi piace alla prima lettura la farò”. Scelte che vengono dettate anche da un vissuto non comune, e che hanno portato a trasformarsi in Stefano Cucchi. “Mi sono chiesto come fosse, e quante persone come lui ho conosciuto. Tantissime, mi sono detto. Stefano è cresciuto in posti che ti costringono a vivere in una maniera e a convivere con molti sbagli, gli stessi posti dove sono cresciuto io, e molti amici me li sono persi per strada. Da tutte queste esperienze è nato il mio Stefano Cucchi, pensando di avere la possibilità di riportarlo in vita per un'ora e quaranta minuti. Ma dovevo conoscerlo, essere lui. E mi ci sono immerso, anche rischiando, finché non mi sono visto e sentito pronto. Ma di avercela fatta l'ho capito solo al primo ciak”.

Amici persi, amici trovati, sui set di questi anni. “Sono Valerio Mastandrea, Luca Marinelli, sono persone come me. I miei genitori sono i miei eroi da sempre, anche perché mi hanno permesso di crescere a contatto con la strada senza commettere errori, nonostante avessi molti esempi molto vicini di ciò che ti porta su una strada da cui non torna indietro. Guardarli da una certa distanza mi ha salvato e mi ha fatto capire come funzionano quelle dinamiche, e quando lo capisci, puoi interpretare qualunque ruolo.”
Non è difficile interpretare un borghese, è difficile interpretare quelli che vengono allontanati da tutti”.

Anche Claudio Caligari era stato allontanato da tutti, e un gruppo di amici ci ha regalato Non essere cattivo. “Un regalo che non so chi ci ha fatto. Incrociare Claudio per gli ultimi sei mesi della sua vita è stata una benedizione. Non essere cattivo ce lo portiamo addosso. In questi mesi qualcuno ha fatto un documentario sulla vita di Claudio. Luca era a Londra per lavoro, io a Roma, Valerio era già qui a Ischia, ne abbiamo visto qualcosa stando separati ed è stata un'emozione indescrivibile. E anche per questo mi dico grazie a Dio non succederà mai più, perché deve restare tutto così, è stato il più grande gesto d'amore che ho ricevuto nella mia vita”.

Dopo Stefano Cucchi, il desiderio di smuovere le coscienze con il cinema è cresciuto in Alessandro Borghi. “So che sarà difficile fare un altro film come Sulla mia pelle. Non posso entrare nei dettagli, ma per esempio quello che è successo con la Sea Watch è una situazione identica a un fatto accaduto durante la seconda guerra mondiale e su cui sto lavorando. E poi, voglio fare un film sulla vicenda di Giulio Regeni, perché non mi va giù. Giulio l'hanno fatto sparire e nessuno se ne assume la responsabilità in nome della diplomazia. Ma la diplomazia va meritata. Ho girato tanti produttori, ho anche detto che sono disposti a produrlo io stesso, ma ho trovato una situazione difficile, almeno in questo momento. Ma abbiamo già dimostrato quale può essere la forza del cinema e sono sicuro che ci saranno tante altre persone che proveranno a raccontare queste storie. Non c'è niente con il potere di empatia immenso del cinema e può raccontare la verità”.

La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 29 giugno al 6 luglio 2019, realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema, della Regione Campania, del Comune d’Ischia, e con il sostegno di Campari, BPER Banca, Artisti 7607, Regione Marche e Mini.

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