

Un’anziana signora affida a un ragazzo ucraino rifugiato in Romania un pacco dal contenuto sconosciuto ma prezioso, da consegnare oltre il confine. Lungo una strada segnata dal conflitto, tra passaggi improvvisati, edifici decadenti e frontiere ostili, ogni incontro lascia un segno; padri stanchi, trafficanti e infanzie perdute gli rivelano poco a poco il senso della missione: tenere vivo un legame, nonostante tutto.
Silvio Cuomo. Nato nel 2001 dalla provincia campana e da famiglie frammentate, si appassiona molto presto al chiaroscuro della vita e degli esseri umani, oltre che di cinema e di cantautori tragicamente scomparsi; studia comunicazione e media e poi cinema, laureandosi - a quanto pare - a pieni voti nel 2026, con una tesi (in sintonia con la sua passione per l'insignificante) sulla regia dell'oggetto nel cinema europeo. Lavora come filmmaker e editor freelance, collaborando con il mondo della moda (Ray-Ban, Kawasaki) e del design (Flos, TISG). Dice di concepire la regia come la richiesta d'attenzione di un bambino che indica qualcosa che ha notato. Ama Leonard Cohen, Roger Rabbit e l'ironia; odia raccontarsi, le liste e l'incoerenza.

