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Nel
panorama molte volte contraddittorio dell’arte contemporanea,
Carlo Rambaldi rappresenta una tendenza di ricerca innovativa
che attinge la sua ispirazione in un viaggio misterioso in
dimensioni sconosciute.
Ospitare alla Torre Guevara le sue straordinarie tele, contribuirà
a conoscere meglio il suo variegato percorso artistico. Nelle
sue “Atmosfere Spaziali” l’artista si cimenta
nella creazione di dimensioni spaziali, alcune cupe e pressanti,
altre leggere, quasi prive di gravità pur nella loro
incombente concretezza. Un silenzio disarmante domina la tela
e lo spazio in essa rappresentato. Affascinato lo spettatore
assiste allo spettacolo di orizzonti sconosciuti, ricercati,
scrutati nelle loro microscopiche valenze materiche.
Corpi solidi fluttuano silenziosamente in distese aperte,
sconosciute, smisurate e misurabili solo attraverso la concretezza
dei corpi infiniti giganteschi che le abitano. Eppure sono
atmosfere illuminate di luci surreali, lunari, malinconiche,
talvolta aggressive nelle loro forme quadrangolari che quasi
sembrano voler travalicare la superice piana della tela sulla
quale abitano. Corpi densi che si muovono nell’infinità
dell’atmosfera senza tempo incombono talvolta ma come
corpi abbandonati alla deriva che si lasciano trascinare sospinti
da una secolare forza di inerzia.
Malinconici, come i personaggi che egli stesso ha pensato,
ideato e concepito.
Questo e molto altro ci dà questa straordinaria raccolta
di dipinti che in occasione della seconda edizione dell'Ischia
Film Festival vengono presentati al grande pubblico allo scopo
di mostrare “l’altro volto” di quello che
noi conosciamo come il grande prestigiatore del cinema, l’originalità
di un artista che si muove secondo una direzione dettata da
un individualismo che non è riconducibile ad un clichè,
ad una moda transitoria. Rambaldi riesce magicamente a trovare
nei suoi quadri una dimensione allo stesso tempo originale
e intrigante che sicuramente nasce dalla sua straordinaria
intelligenza e dalla sua solida cultura, cultura che nella
sua arte si caratterizza più per la proiezione verso
il futuro che per i suoi riferimenti al passato.
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